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Compendio Garibaldino di Caprera




La Tavola di Garibaldi

Utensili in rame
Utensili in rame
E' ampiamente noto che l'Eroe sedeva a tavola con il suo stato maggiore per consumare una colazione composta da un pezzo di vitello arrosto e un piatto di cavoli salati.
Non fece eccezione neppure quando si trovò a Palermo in un padiglione del Palazzo Reale e il personale di servizio gli offrì un trattamento riservato alla Corte del vicerè fuggiasco.
Egli insistette anche in quella occasione per avere un pranzo semplicemente costituito da una minestra, un pezzo di carne arrosto e un piatto di legumi.
A Caprera quindi abbondavano il minestrone alla genovese col pesto, il pesce salato o seccato come lo stoccafisso alla genovese.
Ad un Lord inglese venuto da Londra a trovarlo con il suo yacth, egli presentò due grandi piatti di merluzzo salato con fave condite con olio; altri piatti di merluzzo impastati con farina e fritti, nonché fichi secchi, zibibbo e cacio.
Ad altri ospiti, racconta la figlia Clelia, servì pesce con pomodoro in agliata.
Si avvicinò alla cucina sarda con la ricetta della zuppa che alleggerì eliminando il lardo.
Seppe apprezzare anche una specialità barbaricina composta da cedro e pompelmo che, candito, diventa l'ottima "pompia" pronta per essere tagliata a fettine sottilissime e adagiate tra due strati di biscotti imbevuti di rosolio, coperti poi da una colata di cioccolato fondente.