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Compendio Garibaldino di Caprera




Casa di Ferro

Casa di ferro
Casa di ferro
Nonostante i notevoli impegni sui campi di battaglia e nella cura attenta della fattoria, Giuseppe Garibaldi trov˛ sempre il tempo per dedicarsi alla lettura.
Inizialmente i libri erano nella stanza da lui occupata prima che Teresita si sposasse con il Generale Canzio.
In un periodo successivo i libri, che andarono ad accrescersi negli anni, trovarono una sistemazione nella "Casa di ferro", in due librerie propriamente realizzate per meglio conservarli. La "Casa di ferro" fu donata al generale da Felice Orrigoni, capitano di nave e suo amico sin da Montevideo, il quale volle regalargliela nel 1861 dopo averla acquistata a Londra, affinchÚ ne facesse l'uso pi¨ opportuno. Non solo ma la "Casa di ferro" giunse a Caprera con Menotti in 38 casse, compresa quella ove erano gli utensili predisposti per costruirla.
Il primo inventario dei libri venne redatto dal notaio Raimondo Altea, il quale, alla morte dell'Eroe ne cont˛ 3.866 nella "Casa Bianca". Nel 1933, La Marina Militare che aveva la tutela del Compendio, ne riscontr˛ 4.499 in quanto la famiglia ne aveva aggiunti nel frattempo altri.
Nel 1959, dopo la morte di Clelia il loro numero si ridusse.
Questa riduzione Ŕ giustificata dal fatto che la stesa Clelia don˛ alla propria governante un congruo numero dei predetti libri. La medesima governante ne vendette prima 670 alla Biblioteca "Labronica" di Livorno e poi, alla stessa Biblioteca, fece dono di altri 530. I quattro vani della "Casa di ferro" presentano l'arredo della biblioteca e accolgono anche la documentazione nella quale sono testimoniati momenti particolari e rapporti di Garibaldi con amici e ammiratori, oltre a carteggi tenuti dalla famiglia sino alla morte di Clelia.